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La destra che avanza: la comunicazione vincente di Giorgia Meloni.

Fratelli d’Italia cresce costantemente, la Lega scende nei sondaggi. Certo, è fisiologico che i partiti che raggiungono livelli di supporto molto alti pian piano si sgonfino, ma parte della discesa di Salvini è dovuta all’ascesa di un’altra figura della destra italiana: Giorgia Meloni.

Giorgia Meloni, fino a un anno fa, sarebbe sembrata una leader inappropriato per la destra, spesso non presa seriamente, un po’ per i meme quasi ridicoli postati sui social, un po’ per quel romanaccio che le sfugge quando si infiamma durante un discorso.

Con il tempo che passa, però, la presidentessa di Fratelli d’Italia diventa sempre più una contendente plausibile alla leadership della destra. Tant’è che il quotidiano londinese “The Times” la inserisce come unica italiana nella lista de “I venti volti che potrebbero dare forma al mondo nel 2020”.

Ma come comunica Giorgia Meloni? Come riesce a superare gli ostacoli dei meme e del romanaccio? La risposta è molto semplice: non c’è bisogno di superarli se questi “ostacoli” possono diventare parti integranti della sua immagine pubblica. Nascondere delle proprie caratteristiche è difficile, molto meglio sfruttarle per guadagnare consensi. Insomma, Giorgia Meloni ha trasformato i meme quasi ridicoli in ironia politica e sfrontatezza, e il suo romanaccio in romanità che non ha peli sulla lingua.

Giorgia Meloni sui social

Sul piano social, è facile trovare molte similitudini tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Entrambi alternano contenuti politici a immagini di cibo, animali e bambini. Ma perché? Molto semplicemente, perché la politica annoia. Per rendere la pillola amara dei tecnicismi politici un po’ più fruibile al grande pubblico online, basta cospargerla nella dolcezza di foto di bambini, babà e Nutella.

In questa maniera, l’engagement dei followers aumenta, sia sui post “pop” che su quelli politici.

Molto del merito del successo social di Giorgia Meloni va dato a Tommaso Longobardi, giovane social media manager, creatore di meme sovranisti e autore del libro “Comunicazione politica nell’era digitale” che, da tempo, si è avvicinato al mondo di Fratelli d’Italia. Longobardi però, al contrario della sua controparte leghista Luca Morisi, non è mai stato ufficialmente legato alla comunicazione social del partito.

Alcuni speculano che questo sia perché Longobardi abbia creato e condiviso diverse immagini molto politically incorrect e che questo lo renda una figura utile ma comunque rischiosa per il partito. Ciononostante, questo non è mai stato confermato, ma Longobardi rimane uno dei fautori del successo social della Meloni.

Giorgia Meloni dal palco

Anche nel comunicare dal vivo, la leader di Fratelli d’Italia è riuscita a trasformare la debolezza del suo romanaccio in un punto di forza: quello della genuinità di una donna che si appassiona quando parla di cose a cui tiene.

Una comunicazione dai tratti forti, con molti richiami all’italianità e alla patria. I riferimenti a quest’ultimo concetto sono moltissimi e vengono ripetuti continuamente, appellandosi al nazionalismo dei sostenitori di Fratelli d’Italia.

Inoltre, la Meloni utilizza costantemente parole ed espressioni con un altissimo carico visivo. Basti pensare alla volta in cui ha descritto un bancomat come “guardone” o a quella in cui ha dichiarato che le buche della capitale sono così profonde che ormai ci si può pescare. Immagini forti che rimangono facilmente impresse nella mente di un ascoltatore.

Non mancano neanche i neologismi meloniani. “Sei nomade? Devi nomadare!” diceva Giorgia Meloni già nel febbraio 2018. Nomadare. Una parola che chiaramente non esiste, ma che ha un forte carico emotivo e nasconde una logica apparentemente ineccepibile. Infatti, il messaggio che arriva a chi ascolta è “Cosa può mai fare un nomade se non, appunto, nomadare?”.

Questo tipo di argomentazione, basato su un ragionamento concatenato che segue una falsa logica di eventi, è chiamato “fallacia della brutta china”. Ne è un altro chiarissimo esempio il discorso di ottobre 2019 a Piazza San Giovanni, che recita: “È il loro gioco. Vogliono che siamo genitore 1 genitore 2, genere lgbt, cittadini ecc. Dei codici. Ma noi siamo persone e difenderemo la nostra identità. Io sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono italiana, sono cristiana, non me lo toglierete!”

Di nuovo, il messaggio semplificato che arriva all’ascoltatore è che, partendo dall’utilizzo di “genitore 1” e “genitore 2”, si arriverà un giorno all’eliminazione di ogni tratto identitario. Certo, pensandoci bene può sembrare un ragionamento un po’ eccessivo, ma ciò non toglie che al pubblico arrivi un messaggio molto chiaro ed efficace.

La futura guida della destra?

Insomma, Giorgia Meloni sta diventando una leader sempre più capace e con livelli di consenso sempre più alti. Tant’è che Fratelli d’Italia potrebbe presto avere un ruolo più rilevante nella destra italiana. Ora, tutto dipende dalle capacità della Meloni di mantenere la giusta rotta, nell’attesa che il supporto di Salvini si inizi a sgonfiare. 

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