Il presente rapporto analizza la transizione strutturale del sistema energetico europeo, che passa dalla fase di emergenza del 2022 verso la neutralità climatica a lungo termine. Attraverso un modello quantitativo basato sui fattori di emissione (EF) dell’UE-27, lo studio evidenzia che solo gli scenari che danno priorità a investimenti significativi nello stoccaggio e nella risposta dal lato della domanda (DSR) possono riuscire a ridurre l’intensità della rete al di sotto dei 100 gCO₂eq/kWh entro il 2030.
L’analisi esamina inoltre il cambiamento geopolitico dai gasdotti ai metalli, evidenziando una crescente doppia dipendenza, in cui la riduzione della dipendenza dal gas russo è controbilanciata da una dipendenza asimmetrica dai paesi non appartenenti al SEE, in particolare dalla Cina, per le materie prime critiche (CRM) e la produzione di tecnologie pulite. Attraverso casi di studio globali, il rapporto stabilisce inoltre una correlazione tra la volatilità dei prezzi dell’energia e la stabilità sociale, concludendo che il tempo di risposta delle istituzioni, piuttosto che l’entità dei prezzi di per sé, è un fattore determinante dei disordini civili.
Per garantire una transizione resiliente, il documento raccomanda l’attuazione degli obiettivi della Legge sulle materie prime critiche (CRMA), lo sfruttamento del potenziale della domanda reattiva (DSR) per la flessibilità della rete e il rafforzamento delle alleanze energetiche regionali, in particolare attraverso il ruolo dell’Italia come hub mediterraneo e l’integrazione del Regno Unito nell’architettura energetica europea del Mare del Nord.






























